Pedana vibrante allenamento

pedana vibrante allenamento

Per essere davvero efficaci le pedane devono avere determinate caratteristiche: potenza espressa in Hz da 20 a 50, funzionamento elettronico (e non meccanico, che molte delle pedane spacciate in TV sono di questo tipo e sviluppano una potenza massima, in Hz, pari a 18, cioè INUTILI).

Vanno  usate sotto stretto controllo da parte di chi sa “aggiustare” la postura una volta che ci si è saliti sopra. Mi raccomando, quindi, di non avventurarsi da soli, mentre la si usa, ma di affidarsi a chi è in grado di impostare postura, posizioni e corretta esecuzione dell’esercizio che si intende eseguire. Quando avrete imparato come usarla allora potrete iniziare il vostro percorso “in solitaria”.

Gli effetti sull’organismo

Ottimo ausilio per potenziare la muscolatura che riesce a contrarsi anche 400 volte in più rispetto a quello che riusciremmo a fare, la pedana vibrante è un ottimo apparecchio drenante, valido ausilio per stimolare il metabolismo e tutte le funzioni biologiche;  è usata in fisioterapia riabilitativa, in campo medico l’attuale studio è relativo alle sindromi neurodegenerative, e a quanto pare sta dando risultati interessantissimi (ma non mi addentrerò in questo settore che non è il mio) e, come sperimentazione, è stata usata anche dagli astronauti della Nasa per ovviare agli inconvenienti dell’assenza di gravità sulla muscolatura: anche qui con ottimi risultati.

Stimola la circolazione periferica agendo su:

  • edematosi,
  • lipodistrofici (cellulite),
  • linfedema, lipedema
  • Coadiuva l’eliminazione delle tossine per il rilevante effetto linfodrenante.
  • Funzione antalgica decontratturante.
    Previene e combatte l’osteoporosi (studio pubblicato da Rubin su “Nature”, 441 – 603/604 2001).

L’incremento della forza esplosiva, della resistenza muscolare e dell’elasticità articolare sono altri importanti effetti sull’organismo.

Controindicazioni

Dato che svolge una provata stimolazione di tutti i processi biologici, parrebbe controindicata in caso di neoplasie (stimolerebbe la crescita del processo canceroso, sia esso benigno che maligno). La questione è ancora oggetto di disputa nel mondo scientifico. Noi ci asteniamo dal far eseguire sedute di pedana a persone affette da neoplasie di qualsiasi natura, rimanendo in attesa di risposte certe dalla scienza medica.

  • gravidanza,
  • interventi chirurgici,
  •  fratture recenti (fate passare da 1 a 3 mesi),
  • scoliosi grave,
  • alcune patologie neurologiche (in primis epilessia),
  • calcolosi renale o della colecisti,
  • protesi recenti,
  • stati infiammatori acuti,
  • ernie discali,
  • forme artrosiche acute, degenerazioni a carico dell’apparato osteo-articolare…

Insomma, prima di salire su una pedana vibrante, occorre sempre seguire il consiglio e le indicazioni di chi ci lavora sul serio e che sul serio ha studiato e sa di cosa si parla, e, soprattutto, il medico!

Alcuni sono delusi

 Tempo fa lessi alcuni pareri lasciati da utilizzatori di pedane vibranti. Mi resi conto che quelli che ne erano rimasti delusi non avevano ben capito che sulla pedana si DEVE comunque fare esercizio fisico.

Quello che venditori televisivi  senza scrupoli ci hanno mostrato è certamente fuorviante: persone che si mettono in piedi sulla pedana senza fare niente altro induce a ritenere che ciò sia sufficiente per avere dei benefici, ed ecco che poi, inevitabilmente si rimane delusi e si ritiene l’apparecchio inutile.

Il discorso da farsi, quindi è uno solo: non pensiate che salire su un apparecchio del genere per 10 minuti senza fare niente altro che starci sopra serva a molto. Se non sapete come usarlo nel modo corretto potete partecipare ai tanti corsi che in pedana si fanno.

Video allenamento pedana vibrante

Vi mostriamo un breve video che mostra come la postura (in particolare del bacino) viene costantemente corretta per evitare danni alla schiena, nello specifico al tratto lombare.

Con la pedana vibrante otterrete maggiori risultati rispetto all’esercizio “normale” SOLO se la userete facendoci ginnastica mentre è in funzione. Se invece intendete salirci sopra, rimanere immobili ad aspettare che la vibrazione produca chissà quali effetti sulla muscolatura allora lasciate perdere, e godetevi solo quella che è l’azione drenante sui vasi sanguigni e linfatici: diventa comunque un ottimo strumento per combattere la cellulite.

I cicli di trattamento sono, all’inizio, brevi per poi aumentarli gradualmente fino ad arrivare a mezz’ora di allenamento. L’ideale è 3 volte a settimana.Si possono utilizzare anche attrezzi sportivi: nel caso della foto a lato sto usando la palla in silicone per allenare, in squat, gli adduttori dell’arto superiore. Le punte dei piedi sono sollevate per esercitare contrazione isometrica sui polpacci. Notate la postura della schiena e della testa, in asse.

Dimagrire con la pedana

Sfatiamo il mito del dimagrimento veloce grazie alle sedute in pedana. Pur essendo vero che il metabolismo dei grassi è velocizzato, bisogna essere chiari: per dimagrire occorre prima di tutto cambiare regime alimentare e contemporaneamente fare movimento fisico. Poi dalla pedana avremo una grossa mano. Ma se si pensa che solo con questa si dimagrisca, allora si è sulla strada sbagliata.

Gli esercizi

Gli esercizi da fare sono molteplici: dai più semplici a quelli più complessi, in isometria, in anaerobicità e aerobicità. molto efficaci gli esercizi tipici del Pilates.

Passiamo ora a qualche foto esplicativa delle posture corrette e scorrette da assumere durante le sedute. Sono state scattate con la collaborazione della Professoressa Elena Bordi, insegnante di Educazione Fisica.

La cosa fondamentale da tenere presente è che quando si lavora sulla pedana vibrante occorre tenere la schiena diritta e, soprattutto, appiattire la curva lordosica naturale (che in alcuni è accentuata – sindrome lordosica). Il bacino quindi deve agire da baricentro, con una retroversione. Il tratto cervicale, allo stesso modo, deve essere allineato: per intenderci, occorre “fare il doppio mento”, ossia ruotare la testa sulla prima vertebra cervicale immaginando di avere un filo legato al centro della calotta cranica che ci tiri al soffitto. Nella “foto 1” accentuo la curva lordosica del tratto lombare, nella “foto 2” la annullo, assumendo la postura corretta.

foto 1

 

Nelle “foto 3 e 4” mostriamo l’allineamento della schiena relativo alla posizione tipica delle flessioni. Bisogna fare in modo che, grazie alla contrazione degli addominali e dei muscoli dei glutei la curva lordosica sia annullata.

Postura corretta
Postura errata